Amazon Prime Video “Dinner Club” | Le mie opinioni

Scovando sul mio feed diversi articoli che riassumevano, tramite gli occhi degli autori, le sensazioni pervenute da “Dinner Club” – il programma Amazon Original del momento con “conduttore” Carlo Cracco – mi sono detto: io ormai ho un blog che parla di Food&Beverage, perché non inserirmi anche io in coda e dire la mia su questo programma? 

E così ho fatto. E vi svelo subito lo spoiler dell’articolo: a me, il Dinner Club, è piaciuto moltissimo!

Ma andiamo per gradi. 

Carlo Cracco, dopo le esperienze di Masterchef Italia, Hell’s Kitchen Italia e (brevemente) “The Final Table” su Netflix, ha deciso di rimettersi in gioco anche in televisione, lui che in questo 2021 ancora flagellato dalla pandemia ha anche aperto un locale a Portofino e dato ufficialmente il via alla sua linea di vini. 

Il suo compito è duplice, se non triplo: accompagnare ad ogni puntata uno dei 6 partecipanti in una zona specifica italiana per addentrarsi nei sapori rustici e primordiali della nostra cucina, aiutare i partecipanti a cucinare una cena per tutti gli altri e, ancora più importante, fare gli onori di casa.

Perché il Carlo Cracco che vediamo in questo programma è molto diverso dagli altri. Qui, finalmente, ha l’opportunità di essere “sbottonato” e libero di spaziare, trasmettendo una leggerezza che in programmi come “Hell’s Kitchen” era radiata. Soprattutto resta se stesso. Gli capita più di una volta infatti di bacchettare i suoi ospiti, fosse durante la preparazione dei piatti, durante la degustazione dei prodotti o semplicemente durante i viaggi, ma il risultato è sempre lo stesso: divertimento (per loro e per i telespettatori).

I 6 partecipanti sono tutti nomi noti del cinema e della televisione nostrana: Diego Abatantuono, Sabrina Ferilli, Pierfrancesco Favino, Luciana Litizzetto, Fabio De Luigi e Valerio Mastrandrea. Nelle varie puntate, ognuno di loro andrà a scoprire insieme a Carlo Cracco i vari prodotti tipici (e poco conosciuti in molti casi al grande pubblico) delle zone visitate, riproponendoli successivamente nella cena collettiva in cui saranno loro a mettersi ai fornelli, cercando di trovare un perfetto equilibrio tra le sgridate di Cracco, la memoria che fa sovente cilecca sul nome delle preparazioni o degli ingredienti e la fame atavica dei partecipanti che aspettano a tavola.

Le puntate sono suddivise in due parti: il viaggio dello chef con la persona designata e la cena del Dinner Club. Solitamente le puntate debuttano con un primo frame della cena e passano subito dopo alla prima parte del vlog culinario, alternando gli spezzoni con cadenza quasi ritmica. 

PUNTATA 1 – FABIO DE LUGI | DELTA DEL PO

Al battesimo del fuoco si presenta il comico romagnolo, che in compagnia dello chef naviga tra le acque del Delta del Po. Dopo un tentativo maldestro di pesca, i due fanno sosta al Circolo Canottieri di Felonica (provincia di Mantova), dove vengono accolti tra lo stupore e le perplessità della “vecchia guardia” del circolo e subito messi alla prova sul banco d’assaggio. Inizio con il Tiròt di Felonica, una focaccia con abbondante cipolla, accompagnato da abbondanti bottiglie di vino – il rosso presumo sia il Lambrusco Mantovano DOC. Il viaggio poi prosegue il giorno dopo con una capatina al mercato del pesce – reso possibile dal placet del commerciante Natale – per accaparrarsi un po’ di anguilla, che in questa zona dell’Italia da probabilmente il meglio di sè.

Successivamente, dopo l’acquisto – a caro prezzo – del pregiato pesce, Natale li ospita da lui per gustare insieme i “Bisati in Tecia”, piatto conosciuto come Anguilla alla Vallesana, un’anguilla in umido arricchita di molti odori e condimenti. In seguito, si passa a Bondeno (vicino Ferrara), dove i protagonisti si gustano un’abbondante Salama da Sugo, un insaccato stagionato almeno 6 mesi con carne suina macinata e preparata con sale, vino rosso, pepe nero, noce moscata, cannella, chiodi di garofano e i vari ingredienti usati dai singoli norcini – senza rivelarlo, chiaramente! 

Il giorno dopo, Alessio propone sulla Sacca degli Scardovari le ostriche rosa del Delta, mentre il viaggio successivamente continua con un’inedita sessione di “bird watching” sul Po di Gnocca (conosciuto anche come Po della Donzella, per coloro un po’ troppo sensibili) che viene descritto come la zona con la più alta biodiversità d’Italia (380 speci di uccelli e 1000 speci di piante). 

Ovviamente non può mancare un salto a Venezia, dove in realtà la coppia di viaggiatori non si ferma a degustare prodotti perché la prossima destinazione è Mazzorbo (accanto a Burano): ad attenderli la giovane ed affermata chef Chiara Pavan, 1 stella Michelin con il suo ristorante Venissa e che, tra questa partecipazione e quella fatta alla Antonino Chef Academy 3, sicuramente comincerà ad essere maggiormente conosciuta anche dal grande pubblico.

PRODOTTI, INGREDIENTI O PIATTI TIPICI ESPLORATI

TIROT DI FELONICA (prodotto da panificazione)

ANGUILLA (prodotto ittico)

BISATI IN TECIA – ANGUILLA ALLA VALLESANA (piatto) 

SALAMA DA SUGO DI BONDENO (piatto)

OSTRICHE ROSA DEL DELTA (prodotto ittico/mollusco)

PUNTATA 2 – LUCIANA LITTIZZETTO | PUGLIA & BASILICATA

In un excursus tra la Puglia e la Basilicata, lo chef si traveste da chauffeur e accompagna Luciana Littizzetto nel nostro meraviglioso Meridione. La puntata si apre con la cena, il cui stuzzichino prevede (ça va sans dire) la focaccia pugliese, ma è subito dopo che cominciamo ad andare verso lidi sconosciuti ai più. Gennaro e Michele infatti, pescatori DOC di Monopoli, presentano alla fantastica coppia la malandra, ovvero il fegato del polpo. Fatto curioso: proprio Chef Cracco, diversi anni fa, lo illustrò al grande pubblico, quando in una sfida di Masterchef 5 una concorrente dovette scegliere quale ingrediente ittico particolare usare, tra cui proprio la malandra.

Dopo aver rischiato di essere barattata per la barca, e dopo aver gradito particolarmente il fegato del polpo, la Littizzetto si dirige insieme allo chef verso Conversano dalla Macelleria di Vito Schena per la pecora in pignata, tipica ricetta del territorio che include patate, pomodori, cipolla, erbe selvatiche della Murgia e funghi, mettendo a dura prova il palato della celebre comica piemontese. La sua energia quasi vulcanica esplode al massimo quando lo chef, un po’ incurante del pericolo, schiva a fil di pelo un camion che fa sbandare le confetture e soprattutto fa esclamare alla Littizzetto: “ma allora sei un minchione!”.

È tempo ora di dirigersi verso Altamura, dove ad attenderli ci sono Vito ed Antonio con i loro formaggi – ed una merenda “leggera”: focaccia con burrata. Prossima tappa: il capoluogo lucano, la Città dei Sassi: Matera, dove il Vitantonio Lombardo Ristorante (1 stella Michelin) ed il suo omonimo chef sono pronti a mettere Luciana dietro i fornelli – per la gioia di Chef Cracco. Il “main dish” è un piatto tipico della zona, cioè il Cazzomarro con patate, che a dispetto del nome un po’ cacofonico per alcuni, è un piatto a base di frattaglie di ovino, in particolare cuore, polmone, fegato ed intestino d’agnello. Non è tutto perché l’attrice viene messa anche ad impostare (precisamente gli strascinati) e a friggere (il peperone crusco, chiaro).

Per digerire il tutto, i due si improvvisano in camper in una seduta di ballo sulle note di “You can never tell” di Chuck Berry. E qui, non so voi, ma il richiamo alla celebre scena di “Pulp Fiction” è istantaneo per me – replicato anche alla cena del Dinner Club. Nel capitolo successivo, lo chef viene messo a dura prova, percorrendo il Ponte Tibetano di Sasso di Castalda (vicino Potenza). Sicuramente nell’avventura successiva è più a suo agio dato che ad Aliano, in compagnia di due sorelle, apprende i segreti della Rafanata, una frittata a base di uova e rafano della Lucania. 

PRODOTTI, INGREDIENTI O PIATTI TIPICI ESPLORATI

FOCACCIA PUGLIESE (prodotto da panificazione)

MALANDRA DI POLPO (prodotto ittico)

PECORA IN PIGNATA (piatto)

BOMBETTE (piatto)

CACIOCAVALLO PODOLICO (formaggio)

CAZZOMARRO (piatto)

STRASCINATI (pasta)

PEPERONE CRUSCO (ortaggio)

RAFANATA (piatto)

PUNTATA 3 – DIEGO ABATANTUONO | SARDEGNA

Tempo di sconfinare in una delle principali isole nostrane: è in Sardegna infatti che si svolgono le avventure della coppia Carlo Cracco e Diego Abatantuono. E qui si parte subito con Renzo che accoglie la coppia del giorno presso il suo pascolo a Nurallao, nel Sud della Sardegna con il prosciutto di capra a mo’ di zampa che ricorda effettivamente un violino – come dimostrato già all’inizio della puntata con la cena collettiva. Più tardi si passa subito a Sadali, dove l’uomo più anziano del paese accoglie i viaggiatori con la sua minestra con casu e’ fitta, arricchita con erbe ed acque aromatiche (che si possono spruzzare sui piatti) e perché no, un po’ di medicina del malocchio, offerta gentilmente dalla signora di casa che rimuove un po’ di aura cattiva dall’attore e dallo chef. Ma attenzione, perchè in seguito il duo assaggia forse il prodotto più atipico delle varie avventure svolte dal “Dinner Club”: qui infatti le papille gustative dei due prendono letteralmente la scossa grazie al Gin elettrico di Frediano Mura e della sua azienda “Fragus e Saboris de Sardigna”, chiamato “Lampus”. Da quel che ho letto online, la mole di richieste dopo la messa in onda è letteralmente schizzata alle stelle e devo essere sincero, anche a me piacerebbe degustare questo prodotto così particolare. 

Attenzione perché ora entriamo in uno dei templi sacri della gastronomia sarda – ed italiana, in generale. A Tortolì è tempo di gustare in tutto il suo splendore la bottarga di muggine, la quale va ad arricchire uno spaghetto alle vongole che, solo a guardarlo, fa salivare i palati di qualunque telespettatore. C’è bisogno però anche di smaltire, e così un paio di tiri a pallone diventano la scusa perfetta per muoversi un po’ e per “cacciare” mestamente Diego, il quale subisce anche una pallonata, poverino. Non c’è tempo da perdere però perché il viaggio continua. Questa volta la coppia lombarda (anche se Cracco è nato in Veneto, ha detto di sentirsi effettivamente milanese, n.d.a.) si ritrova tra gli splendidi vigneti di Oliena per assaggiare ed ammirare il Cannonau Nepente, da Nepenthos (nessuna tristezza), un vino tanto idolatrato perfino da Gabriele D’Annunzio a seguito di una sua visita nella zona a fine Ottocento in compagnia di amici scrittori. Non finisce qui: lo chef Roberta Petza prepara anche una gustosissima “lasagna” con pane carasau bagnato a fare da sfoglia, ripieno di ragù di pecora marinato proprio con il Cannonau ed erbette: che piatto, ragazzi! 

Restano due tappe prima della conclusione di questo meraviglioso viaggio in Ichnusa, ovvero a Villagrande Strisaili, dove le sorelle Mulas preparano insieme a Diego e Carlo una delle mie paste (ripiene) preferite: i Culurjones. Non si può solo pensare a cucinare però, anche perché le sorelle sono state lasciate momentaneamente sole dai mariti – molto gelosi – e quindi per rafforzare l’atmosfera conviviale della tappa, i due portano in macchina le sorelle a farsi un giro tra vento nei capelli, canti a squarciagola e risate. Ultima tappa, a Supramonte di Orgosolo – per la precisione presso l’olive di Otulu – tra giochi locali e fraintendimenti di Abantantuono, si gusta il sanguinaccio di pecora.

PRODOTTI, INGREDIENTI O PIATTI TIPICI ESPLORATI

PROSCIUTTO DI CAPRA (salume)

MINESTRA CON CASU E’ FITTA (piatto)

PECORA IN PIGNATA (piatto)

GIN ELETTRICO (distillato)

BOTTARGA DI MUGGINE (prodotto ittico)

CANNONAU NEPENTE (vino)

CULURJONES (pasta)

SANGUINACCIO DI PECORA (piatto)

PUNTATA 4 – VALERIO MASTANDREA | CILENTO

Questa è forse la puntata più atipica del programma. Per quale motivo? A causa delle “intolleranze” di Valerio Mastandrea, il quale non riesce a mangiare alimenti bianchi – tipo la mozzarella. Peccato che qui ci troviamo in Cilento, la terra più meridionale della Campania, ed i due si ritrovano in bicicletta a pedalare per la Via Silente (una via che raggiunge i 600 km di lunghezza). Affaticati dalla pedalata, i due si rifugiano su un prato per uno snack rigenerante, e qui lo chef tira fuori un bel panino casareccio: niente intrugli strani, semplice pomodoro e formaggio  (cacioricotta e caciocavallo), ma è qui che la disperazione di Valerio prende luogo, portandolo a confessare allo chef questa sua bizzarra situazione – come definisce lui, forse una fase – provocando inizialmente un incredibile stupore da parte di Cracco. Nella prima vera tappa della coppia ci si ferma a Felitto da Ermelando che, con sua moglie, prepara un abbondante rinfresco cilentano che, a causa del gusto di Mastandrea, si trasforma in una merenda a base quasi esclusivamente di salumi, come soppressata cilentana, capocollo di maiale nero cilentano e salsiccia di cinghiale, il tutto sotto l’occhio vigile del gatto Pinky. 

La colazione del giorno dopo si rivela molto interessante grazie alle domande filosofiche dello chef, il quale chiede a Valerio quale fosse il suo luogo del cuore e dove si sente a casa. Ed è qui che l’attore romano parla di ciò che lui soffre, la cosiddetta “Sindrome di Romolo”, in cui ogni qualvolta lui si sposta dalla sua città natale, la cosa che gli viene maggiormente naturale è paragonare tutto quello che trova a Roma, provocando in lui una nostalgia canaglia che lo fa sentire a casa solo ed esclusivamente nella Città Eterna. Ma bisogna attrezzarsi perché Valerio vuole fare bella figura alla cena, pertanto si appresta ad appuntare tutto ciò che ha degustato finora, imparando anche delle nozioni basilari di abbinamenti, con lo chef che spiega come sia l’acidità ad essere necessaria per contrapporre la dolcezza dei fichi (quelli del Cilento, sia chiaro). E qui, ovviamente, parte il focus sul tanto rinomato frutto cilentano, portando il duo a visitare a Campagna di Agropoli l’Azienda Agricola “Il Fico” di Ruocco Guido, specializzata in tutte le sfumature ed i colori del fico bianco del Cilento DOP biologico: qui si assiste a spaghetti di fichi (con vellutata di broccoli di rapa e pomodoro secco), salame a fichi con cioccolato e agrumi (più uno piccante), distillato di fichi, melassa, sbucciato, vin cotto, munnati e chi più ne ha più ne metta. Quella dell’azienda non è solo un esercizio commerciale ma una vera e propria vocazione, portando alla valorizzazione del fico in tutte le sue forme.

Terrazza del Cilento, a Trentinara

Chef Marco Rispo, Capaccio,

mozzarella di bufala, ricotta di bufala, burro di bufala, ricotta affumicata di bufala, spaghetti mantecati col burro di bufala e ricotta affumicata bufalina,

Marina di Camerota, la Maracucciata con cici maritati, dalla Cantina del Marchese, fatto con Il Maracuoccio di Lentiscosa è un legume simile al pisello, considerato un antenato delle cicerchieIl e si coltiva SOLO a Marina di Camerota (principalmente a Lentiscosa),

Ora vanno a Roscigno Vecchia (Sito Unesco), si fermano a Rofrano a mangiare i Triddi (farina di castagna e farina di grano), Bucchinotti con castagne e cioccolato, finisce a canti e balli, con Mastandrea a suonare e a dire “Era meglio la zipline”

Castelnuovo Cilento, pausa a mangiare caciocavallo dei migranti che contiene il salame

PRODOTTI, INGREDIENTI O PIATTI TIPICI ESPLORATI

SOPPRESSATA CILENTANA, CAPOCOLLO DI MAIALE NERO DEL CILENTO, SALSICCIA DI CINGHIALE (salumi)

MINESTRA CON CASU E’ FITTA (piatto)

PECORA IN PIGNATA (piatto)

GIN ELETTRICO (distillato)

BOTTARGA DI MUGGINE (prodotto ittico)

CANNONAU NEPENTE (vino)

CULURJONES (pasta)

SANGUINACCIO DI PECORA (piatto)

PUNTATA 5 – SABRINA FERILLI | MAREMMA GROSSETANA

Penultima tappa all’insegna della carne. Lo chef, battezzato “nonno de Heidi” dalla Ferilli, porta la famosa attrice romana nella maremma grossetana, dove si comincia da Stefano (un buttero) presso la Tenuta di Alberese. La mucca maremmana svolge il ruolo da protagonista in questo intermezzo, ma anche i cavalli non stanno di certo a guardare; infatti i due si apprestano a fare una bella corsa a cavallo, mostrando la completa mancanza di disciplina in questa arte da parte dello chef… xD

Il galoppo però mette appetito e quindi i due si dirigono ad Alberese, dalla macelleria di Fabrizio, per gustarsi una bella tartare maremmana ricavata dallo scannello (coscia), ma saranno loro stessi ad assemblarla – e qui emerge lo spirito competitivo della Ferilli, che si dimostra a suo agio con il coltello ed il taglio della carne. Il giorno successivo si spostano a Talamone a trovare i cavalli di Ernesto, il quale mette subito al lavoro i due prima di farli avventurare nuovamente a cavallo – non senza esclamare qualche “maremma maiala!”. La prossima tappa è a Pitigliano, la “piccola Gerusalemme”, per fermarsi in una deliziosa bottega colma di ogni leccornia. Qui i due si fermano per rifornirsi in vista della cena collettiva: coppiette e prosciutto di cinghiale, lardo, capocollo, finocchiona ed un pecorino stagionato in grotta, per la bellezza di €110 che, purtroppo per lei, lo chef fa ricadere sul portafoglio di Sabrina. Successivamente, Cracco spiega a Sabrina le nozioni basi della Cucina Goym, un mix tra quella ebraica e quella toscana, ma ora è tempo di far visita al collega/amico dello chef che in ogni puntata appare, ed in questo caso è Domenico Pichini che porta li gnudi – una versione di Pitigliano del raviolo gnudo toscano, con ricotta, spinacci, cannella, noce moscata e persia – e il buglione di agnello. 

Tempo ora di addentrarsi nelle grotte di tufo, dove lo chef spiega cos’è lo sfratto, un dolce di origine ebraica, accompagnato da un meraviglioso Vin Santo, per poi fare visita a Fernando presso Manciano: qui il rigattiere accoglie gli ospiti con le sue frittelle di pane, fritte nello strutto e accompagnato da pecorino e sugo di cinghiale. I due poi si spostano a Scansano per gustare la zuppa di ricotta (sembra davvero buona!), mentre il giorno dopo si guadagnano la mia totale invidia dato che si godono un bel bagno caldo presso le Terme di Saturnia, scommettendo anche su chi riesce a fare l’uovo sodo nelle acque bollenti. E la fiorentina? Figuriamoci se poteva mancare… nell’ultima scena, infatti, i due si “appartano” in una valle incantevole per cenare sotto le stelle, rigorosamente con la ciccia sopra le 4 dita di spessore, sia chiaro!

PRODOTTI, INGREDIENTI O PIATTI TIPICI ESPLORATI

TARTARE MAREMMANA (piatto)

COPPIETTE DI CINGHIALE, PROSCIUTTO DI CINGHIALE e FINOCCHIONA (salumi)

GNUDI (piatto di pasta)

BUGLIONE DI AGNELLO (piatto di carne) 

SFRATTO (dolce)

VIN SANTO (vino)

FRITTELLE DI PANE (piatto)

ZUPPA DI RICOTTA (piatto) 

 

PUNTATA 6 – PIERFRANCESCO FAVINO | SICILIA

È la Trinacria a fare da teatro per l’ultima puntata di questa (prima?) stagione del “Dinner Club”. A bordo di una spiaggina, la coppia del giorno si dirige immediatamente verso Trapani per ammirare le sue famose saline Culcasi – e anche qui, invidia à gogo! – parlando delle proprietà di conservazione dell’ingrediente più usato al mondo. La merenda pane, olio e sale è tanto semplice quanto invitante, ed i due infatti rompono il ghiaccio proprio con la più classica delle merende contadine. Lo chef subito distribuisce dei consigli su come utilizzare correttamente il sale, nelle insalate per esempio, emulsionando sale, olio EVO e succo di limone. Ma è tempo di alzare il tiro e si passa al tonno, precisamente alla pescheria “Il tipico da Diego”, e qui si apre un mondo. Creme, tarantelle, lattume, bottarga di corsa, mosciame: se siete amanti del tonno, questo è un vero e proprio parco giochi.

L’indomani, i due si addentrano in quel che penso sia il monastero delle Benedettine a Palma di Montechiaro, in provincia di Agrigento, dove anche questa volta si fa una spesa copiosa e, sulla falsariga della puntata precedente, Cracco lascia all’ospite l’onere del conto da saldare – anche questa volta salato: €150 di pasticcini, più €50 “trattenuti” dalla monaca! Dopo l’abbondante spesa, i due si dirigono ad Aragona per gustare il Tagano, un pasticcio di pasta al forno con uova, formaggio e pane raffermo che si è soliti consumare nel periodo pasquale. Durante la merenda “leggera”, lo chef confida che da piccolo la sua vocazione sarebbe stata quella del prete, alla luce del tanto tempo speso in chiesa. Ve lo immaginate Don Carlo?! Ma il richiamo dei fornelli è stato troppo forte, e difatti subito dopo i due si spostano nuovamente in direzione Trapani per mangiare quelli che sono considerati tra i migliori cannoli (anzi, “canolo” come lo chiama lo chef) in tutta la Sicilia: quelli a Dattilo. Lunghi come un ramo ma che anche solo all’apparenza sembrano davvero goderecci. Anche Favino si dimostra una buona forchetta, e così dopo 230g di cannolo, suggerisce a Cracco di fare un “detour” da La Madia di Licata (Agrigento) per andare a gustare “l’uovo di seppia” dello chef Pino Cuttaia, un piatto golosissimo ma che mette a dura prova la pazienza e le abilità di Pierfrancesco Favino. 

Dopo tutto questo cibo, è anche tempo di rinfrescarsi la gola: così si passa dalla famiglia Doria per assaggiare il rosolio di Bastarduni, una varietà di fichi d’india del territorio. L’accoglienza siciliana si esprime al massimo del suo splendore quando la signora invita i due a pranzo, rimarcando: “come si mangia in 8, si mangia 10, in 15, in 20!”. Un bel piatto di pasta con pesto alla trapanese, grigliata, insalata, vino e via: la condivisione per antonomasia. Ma è proprio con i bastarduni che i due assaggiano la vera particolarità del territorio.

Tempo ora di passare al glamping nella campagna trapanese, un “campeggio originale, un po’ di lusso”. Qui però, in perfetta modalità delivery, lo chef viene accolto da un prodotto molto particolare: polvere di terra, ovvero lumache cotte, disidratate, essiccate e polverizzate, dal forte gusto di pesce – anche se non viene colto all’assaggio da Favino.

PRODOTTI, INGREDIENTI O PIATTI TIPICI ESPLORATI

SALE DI TRAPANI (condimento)

LATTUME, MOSCIAME, TARANTELLA e BOTTARGA DI TONNO (prodotti ittici)

MANDORLATI (dolci)

TAGANO DI ARAGONA (piatto)

ROSOLIO DI BASTARDUNI (distillato)

CASSATELLE SICILIANE (dolce)

UOVO DI SEPPIA (piatto)

POLVERE DI TERRA (ingrediente)

BASTARDUNI (frutta)

GIUDIZIO FINALE

Arriviamo alla resa dei conti. Il programma mi è piaciuto? Sì, molto. Qui il focus è il cibo, quindi se non siete appassionati della gastronomia e della biodiversità alimentare che abbiamo qui in Italia, questo programma risulterebbe stucchevole dopo 20 minuti. Se al contrario apprezzate i racconti e le scoperte di ingredienti magari poco conosciuti o di piatti elaborati, le 6 puntate rappresenteranno un bellissimo excursus del nostro Paese, con lo chef Cracco in una veste inedita: “sbottonato”, naturale, ovviamente sempre vestito da professore di cucina ma con un senso di leggerezza e comicità che mi ha particolarmente sorpreso. Bellissima l’alchimia con tutti gli altri partecipanti e carino il format che prevede: cena collettiva con il partecipante della puntate che usa i prodotti scoperti e replica i piatti assaggiati, la scoperta degli ingredienti tramite i produttori o gli abitanti locali, la vetrina per i vari chef nel corso delle puntate e così via. Sono abbastanza sicuro che il programma verrà rinnovato, con l’auspicio che continui ad essere Cracco l’host del “Dinner Club” perché finalmente è stato lasciato libero da vincoli di tirannia o di maltrattamenti in stile “Hell’s Kitchen” – quel ruolo meglio lasciarlo a Gordon Ramsay. Io non sono un critico né un esperto di televisione, ma a me il programma è piaciuto molto per la sua scorrevolezza e rivederlo l’anno prossimo con un nuovo cast e nuove terre da esplorare – come la Valtellina, la Val d’Orcia, la Calabria o altre ancora – sarebbe davvero interessante.

E voi? L’avete visto il programma? Cosa vi è piaciuto di più e cosa di meno? Fatemelo sapere.

19 pensieri riguardo “Amazon Prime Video “Dinner Club” | Le mie opinioni

  • 3 Aprile 2023 in 10:01
    Permalink

    I was recommended this blog by my cousin. I am not sure whether
    this post is written by him as nobody else know such detailed about my difficulty.
    You’re amazing! Thanks!

    Rispondi
  • 3 Aprile 2023 in 20:16
    Permalink

    It’s really a nice and useful piece of information. I’m satisfied that
    you simply shared this useful info with us. Please stay us up
    to date like this. Thank you for sharing.

    Rispondi
  • 12 Aprile 2023 in 14:46
    Permalink

    We are a group of volunteers and starting a new scheme in our community.
    Your site offered us with valuable information to work on. You have done a formidable job and our entire community will be grateful to you.

    Rispondi
  • 12 Aprile 2023 in 15:46
    Permalink

    I’m gone to say to my little brother, that he should also
    pay a visit this webpage on regular basis to take updated from hottest gossip.

    Rispondi
  • 17 Aprile 2023 in 19:02
    Permalink

    I have to thank you for the efforts you’ve put in writing this blog.

    I am hoping to view the same high-grade blog posts
    by you in the future as well. In fact, your creative
    writing abilities has inspired me to get my very own site now
    😉

    Rispondi
  • 26 Aprile 2023 in 05:27
    Permalink

    I’m really impressed with your writing skills and also with the layout on your weblog.

    Is this a paid theme or did you customize it yourself?
    Anyway keep up the excellent quality writing, it is rare to see a great
    blog like this one these days.

    Rispondi
  • 26 Aprile 2023 in 06:00
    Permalink

    Hello would you mind sharing which blog platform you’re using?
    I’m going to start my own blog in the near future but I’m
    having a tough time making a decision between BlogEngine/Wordpress/B2evolution and Drupal.

    The reason I ask is because your design seems different then most blogs and I’m looking for something unique.
    P.S Apologies for being off-topic but I had to ask!

    Rispondi
  • 27 Aprile 2023 in 06:32
    Permalink

    Hello my friend! I want to say that this article is awesome, nice written and come with almost all vital infos.
    I would like to look extra posts like this .

    Rispondi
  • 3 Maggio 2023 in 07:25
    Permalink

    The bot that is prοvided bʏ tһem is customizable in ᧐rder
    to be ahle to handle the shrewd markets…
    іt is posѕible to eνеn exit safely usіng рercent.

    By using a P oper configuration, you can steadily
    maкe profits, ցood job AQuantum.

    Rispondi
  • 18 Maggio 2023 in 04:24
    Permalink

    What’s up, after reading this remarkable piece of writing
    i am too delighted to share my know-how here with mates.

    Rispondi
  • 20 Maggio 2023 in 11:05
    Permalink

    Thanks for finally talking about > Amazon Prime Video "Dinner Club" | Le mie opinioni – The Taste Seeker < Loved it!

    Rispondi
  • 21 Maggio 2023 in 04:05
    Permalink

    Wow, fantastic blog layout! How long have you been blogging for?
    you made blogging look easy. The overall look of your
    website is excellent, let alone the content!

    Rispondi
  • 21 Maggio 2023 in 11:42
    Permalink

    It’s truly a great and useful piece of info. I’m happy that you simply shared this helpful information with us.

    Please stay us informed like this. Thanks for sharing.

    Rispondi
  • 21 Maggio 2023 in 12:26
    Permalink

    Hi, for all time i used to check website posts here in the early hours in the dawn,
    for the reason that i like to learn more and more.

    Rispondi
  • 24 Maggio 2023 in 10:05
    Permalink

    Great post but I was wondering if you could write a litte more on this subject?

    I’d be very grateful if you could elaborate a little bit more.

    Cheers!

    Rispondi
  • 25 Maggio 2023 in 09:16
    Permalink

    I think the admin of this web site is genuinely working hard in support of his web site,
    for the reason that here every material is quality based data.

    Rispondi
  • 25 Maggio 2023 in 15:06
    Permalink

    Pretty component of content. I just stumbled upon your web site and in accession capital to claim that I get actually loved account your blog posts.
    Any way I will be subscribing in your feeds or even I fulfillment you get right of entry to persistently quickly.

    Rispondi
  • 29 Maggio 2023 in 08:54
    Permalink

    Way cool! Some extremely valid points! I appreciate you writing this post and
    also the rest of the website is extremely good.

    Rispondi
  • 1 Giugno 2023 in 08:46
    Permalink

    Hello, I read your blogs like every week. Your humoristic
    style is witty, keep it up!

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *